ieri e oggi Venezia

Arsenale ieri e oggi

L’Arsenale di Venezia è un complesso monumentale di eccezionale valore storico. Cantiere di Stato sorto nel XII secolo, si è sviluppato fino a diventare per secoli la maggiore fabbrica navale del mondo.

Gli edifici e gli spazi produttivi hanno mantenuto la loro funzione originaria fino all’inizio della prima guerra mondiale e sono stati oggetto, a ragione dell’evoluzione delle tecniche cantieristiche, di costanti adeguamenti fisico-funzionali.
Durante il primo ventennio del 900, l’impossibilità di adattare gli spazi dell’Arsenale alle esigenze della grande industria nascente ha reso sconveniente il mantenimento di attività produttive in territorio lagunare e ne ha determinato il trasferimento in terraferma.
All’interno dell’Arsenale è rimasta la Marina Militare che ha mantenuto alcune delle sue attività. Gli impianti cantieristici invece sono stati progressivamente dismessi e l’intero Arsenale ha conosciuto un periodo di abbandono e di progressivo degrado.

L’ingresso in Arsenale della Biennale di Venezia, avvenuto nel 1980 con l’utilizzo degli spazi delle Corderie in occasione della prima Mostra di Architettura, rappresenta la prima importante iniziativa di riconversione dell’antica fabbrica.
Nel ’97 Thetis, azienda attiva nel campo delle tecnologie marine, si è insediata nell’area nord confermando la vocazione dell’Arsenale ad assumere la nuova funzione di polo scientifico e culturale della città.
Da una decina d’anni l’Amministrazione comunale, con il coinvolgimento dei diversi attori coinvolti nella trasformazione e gestione dell’area, ha messo a punto un progetto di riconversione dell’intero complesso mediante la redazione di un Master Plan che si sta attuando con la sottoscrizione di accordi e di piani attuativi.

Sintesi Cronologica

1150-1200ca. Formazione del primo nucleo dell’Arsenale Vecchio.

1220. Primo documento che testimonia l’esistenza dell’Arsenale Vecchio costituito da due file di cantieri coperti allineati attorno ad una darsena comunicante con il bacino di San Marco attraverso il rio dell’Arsenale e cinto da mura merlate, rappresentato nella mappa trecentesca della Chronologia Magna.

1225-1304ca. Primo ampliamento dell’Arsenale Vecchio: avvio del processo di aggregazione di terreni a levante del perimetro fortificato. Costruzione dei palazzi dell’Inferno, del Purgatorio e del Paradiso, rimaneggiati nel XV sec.

1304-1322ca. Costruzione della prima fabbrica delle Corderie della Tana (Casa del canevo), destinata alla fabbricazione dei cordami. Costruzione del Volto del Bucintoro sulla darsena dell’Arsenale Vecchio.

1325-26. Secondo ampliamento: formazione dell’Arsenale Nuovo in seguito all’acquisto di alcuni terreni paludosi e del lago di San Daniele, situati a levante dell’Arsenale Vecchio.
Costruzione di nuovi cantieri e delle strutture murarie della fabbrica trecentesca.
Costruzione di officine per la fabbricazione dei remi, di depositi della pece, cavi, sartiame, legnami, chiodi, ancore e catene nella fascia meridionale della darsena nuova, detta Campagna, di raccordo con il rio dell’Arsenale.

1325ca. Apertura di un canale di collegamento tra la Darsena Vecchia e la Darsena Nuova, detto rio delle Stoppare.

1329. Allargamento verso ovest del perimetro murario dell’Arsenale Vecchio.

1344. Completamento dei cantieri sulla riva nord della Darsena Nuova, nella zona detta Isolotto, circondata da mura.

1377-1440. Costruzione della Casa della polvere con macina nella zona della Campagna. Costruzione delle due torri di controllo all’ingresso d’acqua del grande cantiere navale pubblico.

1390 ca. Costruzione delle Fonderie.

1440. Danni alle fabbriche nell’Arsenale Nuovo in seguito all’esplosione della casa del polvere. Necessaria nuova fase di lavori.

1443-49. Ricostruzione di case e botteghe nell’area della Campagna, costruzione di nuovi cantieri coperti sulla riva sud dell’Arsenale Nuovo e restauro del lungo fabbricato delle Corderie.

1453 Caduta di Costantinopoli. La Repubblica decide di attuare interventi di potenziamento bellico dell’Arsenale per fronteggiare la minacciosa flotta marittima ottomana sul Mediterraneo.

1453-56. ca Interventi di restauro e ricostruzione di alcuni cantieri a ovest della Darsena Vecchia.

1456-58 Costruzione di due tettoie acquatiche, volti d’acqua, e della serie di volti da terra contigui, allineati sulla riva sud della Darsena Nuova, rappresentati nella veduta prospettica di Jacopo de’ Barbari. (fig. 1)

1460ca. Avvio dell’edificazione del primo nucleo di origine delle Sale d’Armi e dell’officina dell’Artiglieria nello Stradal Campagna. Realizzazione della Porta di Terra, ingresso monumentale dell’Arsenale.

1473 Terzo ampliamento: creazione dell’Arsenale Nuovissimo realizzato a più riprese fino al 1573 in seguito a successive aggregazioni di terreni paludosi a nord della Darsena Nuova e alla creazione di una terza darsena detta Nuovissima.

1508ca. Costruzione dei cantieri e tettoie sulla Darsena Nuovissima (ultimazione 1545ca).

1516. Apertura del canale delle seghe che collega la Darsena Nuova con la Nuovissima e del canale del Bucintoro fra la Darsena Vecchia e la Nuova.

1518. Ripresa delle attività costruttive nell’Arsenale Nuovissimo in seguito alle esigenze di potenziamento militare dopo i conflitti di Cambrai e della Lega Santa.

1525-28. Risultano compiuti i cantieri situati nel braccio occidentale della darsena chiamato Novissimetta.

1524-26. Costruzione delle nuove Fonderie in seguito all’esigenza di potenziamento della lavorazione del ferro e della produzione di artiglierie di bronzo.

1535-40. Quarto ampliamento: aggregazione di un’area di proprietà del Convento della Celestia, collocata all’estremità nord-occidentale dell’Arsenale Nuovissimo, per le attività di lavorazione e stoccaggio delle polveri da sparo. L’area viene successivamente collegata con l’Arsenale Vecchio dopo l’acquisizione di altri terreni dal convento della Celestia (1564).

1555-56ca. Realizzazione della nuova facciata del Bucintoro con ampliamento dello squero per ospitare l’imbarcazione cerimoniale ricostruita tra il 1525 e il 1526.

1561-64ca. Costruzione dell’officina dell’Artiglieria e ristrutturazione delle Sale d’Armi quattrocentesche.

1566-73. Ultima ripresa dei lavori all’interno dell’Arsenale Nuovissimo: costruzione dei cantieri coperti all’Isolotto e dei due grandi cantieri acquatici detti volti d’acqua alle canne o gagiandre (1573).

1566-68ca. Costruzione del tezon delle sieghe e dei legnami rivolto ad ovest verso il canale delle Galeazze e a ridosso della Novissimetta, dove attualmente si trova l’edificio degli Squadratori. Lo specchio d’acqua sul quale si affaccia l’edificio è destinato alla conservazione dei roveri.

1568. Grande esplosione nei depositi delle polveri a nord della Celestia che causa gravi danni al muro di cinta, ad alcuni cantieri e a parte del convento della Celestia.

1569. Quinto ampliamento: creazione della Darsena delle Galeazze attraverso lo scavo di un bacino sul quale vengono costruiti cantieri coperti per la costruzione di un nuovo tipo di vascello da combattimento: la galeazza.

1571. Vittoria nella battaglia di Lepanto contro i turchi grazie al contributo decisivo della flotta navale veneziana.

1577 Costruzione del tempietto della Madonna dell’Arsenale addossato alla torre orientale dell’ingresso d’acqua dell’Arsenale, demolito nel 1809.

1579-85ca Ricostruzione delle Corderie, ad opera di Antonio Da Ponte.

1591. Realizzazione del monumentale portale di accesso alle Sale d’Armi e all’officina dell’Artiglieria che conclude lo Stradal Campagna.

1600- 1700. Trasformazione della tecnica navale e conseguente processo di adeguamento delle strutture arsenalizie. Revisione generale del sistema dei fondali delle darsene e dei canali dell’Arsenale in funzione delle nuove necessità della costruzione navale.

1667.Primo varo di un vascello da guerra di tipo nord-europeo.

1684-1745. Ristrutturazione e innalzamento delle coperture dei cantieri sulla sponda occidentale dell’Arsenale Nuovissimo e di quelli della Novissimetta per adeguarli alla costruzione di nuovi grandi vascelli.

1686-92. Allargamento del rio e dell’ingresso dell’Arsenale per agevolare il passaggio dei vascelli. Ricostruzione delle due torri duecentesche.

1750ca. Costruzione dell’edifico degli Squadratori sulla sponda est del canale delle Galeazze, su progetto di Giuseppe Scalfarotto, ripreso nella veduta prospettica di Gian Maria Maffioletti che rappresenta il più informato rendiconto dell’Arsenale prima delle grandi trasformazioni ottocentesche.

1778. Realizzazione della Sala dei modelli, progettata da GianMaria Maffioletti, all’interno di in uno dei cantieri adiacenti l’edifico degli Squadratori.

1797. Trattato di Campoformio. I francesi entrano in città, spoliano e saccheggiano l’Arsenale trasferendo i cannoni del parco artiglierie e le armi in Francia.

1798-1805. Dominazione austriaca. Ingresso delle truppe Austriache a Venezia. Le navi danneggiate dai francesi vengono riparate e viene riavviata l’attività cantieristica.

1806-1814. Dominazione francese. Napoleone rientra in Venezia e utilizza l’Arsenale come base navale della flotta imperale in Adriatico. Avvio di nuovi programmi di ammodernamento dell’Arsenale funzionali al sistema di costruzione navale francese.

1806-10. Demolizione dei cantieri coperti dell’Isolotto, verso la Darsena Nuovissima, sostituiti da quattro scali per la costruzione dei vascelli.
Apertura della nuova porta d’acqua verso San Pietro di Castello.

1810. Sesto ampliamento: annessione del complesso della Celestia. Costruzione della Torre di Porta Nuova ad est dell’Arsenale Nuovissimo, ad opera di Lessan.

1814-1848.Seconda dominazione austriaca.

1819. Posizionamento del cancello di chiusura del varco di Porta Nuova e del ponte mobile di collegamento tra il reparto Gagiandre e la schiera della Nuovissima.

1821-24. Completamento della cinta muraria nella zona della Celestia (1821) e chiusura del lato sud-ovest del complesso con una nuova porzione di muro tra le officine dei remeri e le Fonderie (1824).

1828-31. Lavori di restauro del rio dell’Arsenale in seguito a cedimenti riscontrati sulle rive. Bonifica delle fondazioni delle due torri d’accesso al cantiere e raddrizzamento di quella di levante indebolita dalla demolizione del tempietto della Madonna.
Costruzione del corpo di guardia della Tesoreria Marittima a ridosso delle Fonderie (1829).
Restauro e adattamento a officine, laboratori e magazzini degli edifici situati a sud dell’Arsenale Nuovo.

1828. Costruzione dell’ultima porzione del muro di cinta sul lato sud della chiesa della Celestia.

1835-36. Costruzione dell’officina per bottai e del laboratorio dei remeri a nord del vecchio muro che separava l’Arsenale Vecchio dal complesso della Celestia. Costruzione di una torretta neogotica tra l’ultimo squero dell’Arsenale Vecchio e il muro a sud dell’officina bottai, su progetto di Giovanni Casoni.

1866. Annessione di Venezia al Regno d’Italia. Dominazione italiana.

1873. Avvio di imponenti opere di trasformazione che modificano l’aspetto e la funzionalità dell’Arsenale, come si osserva dal piano generale predisposto da Felice Martini. (fig.3)

1872-78. Settimo ampliamento: costruzione di due bacini di carenaggio nella zona paludosa a nord della Porta Nuova. L’Arsenale viene adibito alla costruzione dei sommergibili.

1874. Installazione della gru Fairbairn a collo d’oca sul lato sud della Darsena Grande.

1874-75. Demolizione di cantieri nell’area di Novissimetta e di parte dell’edificio degli Squadratori per la realizzazione di due grandi scali scoperti.

1876-80. Sbancamento dell’Isolotto con la demolizione dei cantieri. Unione della Darsena Nuova e Nuovissima mediante la creazione della Darsena Grande, adatta al varo delle moderne navi in ferro.

1872-79. Realizzazione delle due Tese del carbone nell’area dell’isola delle Vergini, annessa all’Arsenale interrando il rio della Guerra.

1880ca. Realizzazione dell’Edificio dei Congegnatori aggiustatori, nello Stradal Campagna, e del nuovo edificio del Comando della Base Navale, sostituito al fabbricato dei Magazzini generali.
Trasformazioni degli antichi cantieri della zona nord della Nuovissima in moderne officine e magazzini.

1883. Installazione della grande gru idraulica Armstrong Mitchell nei pressi dei cantieri all’Isolotto.

1900ca. Creazione di una banchina nella schiera della Nuovissima e conseguente accorciamento, abbassamento e chiusura dei fronti delle tese che vengono trasformate in officine e depositi.
Realizzazione delle officine dei Lamierini, nell’area dei bacini.

1910-15. Realizzazione del terzo bacino di carenaggio per la costruzione di navi monocalibre.

1916. Ottavo ampliamento: realizzazione delle casermette attraverso

1920. Grande incendio nei capannoni dell’Arsenale Vecchio. Sei antiche tettoie del lato ovest vengono completamente distrutte.

Le funzioni insediate

Nell’area dell’Arsenale, o per lo meno in alcune parti, operano soggetti impegnati in diverse attività, sono presenti Enti e Istituzioni che a vario titolo intervengono operativamente o attraverso proposte e iniziative che mirano alla riqualificazione dell’area stessa.
All’interno dell’area si possono individuare più ambiti caratterizzati dalla omogeneità di funzioni:

funzioni militari: ai lati del rio della Tana e lungo il lato sud del bacino. In questi ultimi anni è in corso una trasformazione dell’attività con il trasferimento dell’Istituto di Studi Militari Marittimi la cui sede definitiva è prevista nell’edificio degli Squadratori. Sempre lungo il rio della Tana gli edifici sono usati per uffici, residenza e infermeria. Fuori dalle mura e accessibile dall’esterno si trova il Museo Navale. Lungo il Bacino sono ancora in funzione alcune officine e depositi, ma la gran parte degli edifici non è utilizzata e presenta uno stato manutentivo mediocre e, in alcuni casi, pessimo;

funzioni produttive: legate alla cantieristica e alla realizzazione e manutenzione del sistema “MOSE”nell’area dei Bacini. Nell’area sono insediati: il Consorzio Venezia Nuova; i Cantieri Arsenale Venezia; l’Azienda Comunale Trasporti Venezia. L’adiacente area della Novissima è utilizzata come banchina di attracco per i mezzi navali in riparazione, in attesa dell’ultimazione del molo in coro di realizzazione all’estremità est dell’area. Alla fondamenta delle Novissime si affiancano le Tese in buona parte restaurate recentemente o in corso di restauro al cui interno vi sono uffici della società Thetis, uffici e laboratori del CNR, spazi espositivi. Nell’area dei Lamierini, confinante con la Novissima, è insediata la società Thetis, attiva nel campo delle tecnologie marine, mentre al di là dell’omonimo rio, due capannoni acquei, le Galeazze, sono utilizzati dal Comune e da una società remiera;

funzioni espositive e di spattacolo: negli edifici assegnati in concessione temporanea alla Biennale comprendenti tutte le aree e gli edifici ad est e a sud della darsena, ad esclusione di quelli in uso alla Marina.

funzioni residenzialinell’area delle così dette “Casermette” realizzate durante la prima guerra mondiale come struttura di supporto al personale impegnato nei sommergibili e successivamente adattate a residenze riservate al personale marittimo. Gli edifici molto degradati, sono stati in buona parte recuperati e sono abitati dal personale della Capitaneria di Porto. Nell’area, in un capannone recentemente restaurato, è insediata un’associazione velistica concessionaria dell’edificio.

È da segnalare inoltre l’area a ridosso dei Bacini occupata dalla caserma, mai ultimata, dei sommergibilisti che versa in stato di abbandono.